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Quando è scattato l'allarme, Svitlana ha fatto quello che ormai milioni di persone in Ucraina conoscono bene. "Abbiamo sentito l'esplosione ed è stato terribile. Le finestre sono andate in frantumi e i bambini hanno iniziato a piangere."
Quando è scattato l'allarme aereo, Svitlana ha fatto quello che ormai milioni di persone in Ucraina conoscono bene.
Ha chiamato suo figlio Yosyp, ha preso il loro gatto e i documenti più importanti ed è corsa nel rifugio sotterraneo del palazzo. Pochi minuti dopo, un drone ha colpito l'edificio.
"Abbiamo sentito l'esplosione ed è stato terribile. Le finestre sono andate in frantumi e i bambini hanno iniziato a piangere."
Svitlana è arrivata con suo figlio a Dnipro nel 2022, dopo essere stata costretta ad abbandonare la sua casa a Kurakhove a causa dei bombardamenti.
Da allora, la sua priorità è rimasta sempre e solo una: proteggere suo figlio e permettergli di continuare a vivere, studiare e crescere in sicurezza.
Oggi Svitlana continua a lottare per garantire a suo figlio quella normalità che la guerra continua a mettere a rischio, ma ogni sirena che suona le fa mancare il respiro.
Laura Iucci Responsabile raccolta fondi UNHCR in Italia
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